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G. Orientale Caputo, SALUTE, SANITÀ E DISEGUAGLIANZE SOCIALI

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Dalle strategie europee alla realtà campana

Il rapporto di ricerca presentato in questo volume è il primo risultato del percorso di collaborazione che la Funzione Pubblica CGIL della Campania ha avviato con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’intento è quello di rafforzare il rapporto tra il sindacato e i giovani, rilanciare un dialogo proficuo con le nuove generazioni e consentire loro, attraverso interventi diretti, di approfondire la conoscenza delle pubbliche amministrazioni. La scelta di studiare la sanità è stata frutto di due considerazioni, da un lato, negli aspetti positivi e negativi, essa appare paradigmatica del settore pubblico, dall’altro le diseguali opportunità di accesso alla sanità possono rappresentare una delle forme più discriminanti delle società occidentali.
I cambiamenti cui stiamo assistendo nel settore sono determinati da spinte apparentemente contraddittorie. Da un lato le indicazioni europee auspicano una promozione di un nuovo concetto di benessere dei cittadini, dall’altro cambiamenti demografici e tecnologici ridefiniscono nuovi bisogni di cura e nuovi soggetti da seguire per più tempo, ma sopra a tutto incombono le esigenze finanziarie che dettano le agende, fissano le priorità e restringono le risorse destinate alla sanità. In tutto questo, il modello di sanità italiano, ancora considerato a livello mondiale per alcuni versi fra i migliori, è in crisi. Dove individuare i nodi del malfunzionamento del sistema? E in che misura si può quantificare, misurare, capire ed individuare del malfunzionamento la sua dimensione peggiore, ossia la corruzione?
Occuparsi di sanità nel tempo presente significa, dunque, interrogarsi sul modello di società verso cui si vuole puntare, poiché la salute, “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, è al contempo questione sociale e tematica individuale che necessita di principi universali e risposte differenziate perché diversi sono gli individui e i bisogni che essi esprimono – in base al genere, all’età, alla classe sociale di appartenenza, alla nazionalità di provenienza e alle condizioni di contesto in cui essi vivono – e dunque si pone come sfera delicatissima del vivere e dell’intervento sociale.
Allo stesso tempo, pur nel rispetto dei vincoli di bilancio, noi riteniamo che le leggi di mercato non possano e non debbano in alcun modo mercificare il prezioso bene della salute e della integrità psico-fisica degli individui.

Giustina Orientale Caputo è professore associato in Sociologia dei processi economici e del lavoro presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna Sociologia del lavoro nel corso di laurea triennale e Politiche del lavoro nel corso di laurea magistrale. Si occupa di mercato del lavoro, in particolare di disoccupazione, precarietà, condizioni di lavoro nelle aree del Mezzogiorno, con un’attenzione costante alle dinamiche dei giovani, delle donne e dell’immigrazione; di recente ha orientato i suoi interessi verso lo studio delle politiche del lavoro.

 

DATI BIBLIOGRAFICI

Autore: Giustina Orientale Caputo
Editore: Ledizioni
Formato: Brossura, 148 p.
Pubblicato in: Settembre 2017
ISBN cartaceo: 9788867056590
Prezzo: 18 €

 

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