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M. Rosboch, FRA ANGUSTIE DI COSCIENZA E ORDINE POLITICO

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Descrizione

Il giuramento degli ecclesiastici all’inizio del regno di Carlo Felice (1821-1822)

“Fino alla metà del XX secolo il tema del giuramento ‘civile’ degli ecclesiastici era ancora di stretta attualità: l’istituto aveva – però – radici molto profonde, soprattutto nella tradizione storico-giuridica degli Stati sabaudi in epoca moderna, per passare poi alle vicende preunitarie ed alla sua formale abolizione da parte del Regno d’Italia nel 1871 con le Leggi delle guarentigie. [..] Attorno a tali vicende storico-politiche emergono nel breve volgere di alcuni mesi (dal novembre 1821 al settembre 1822) rilevanti problematiche giuridiche intorno alla legittimità dei giuramenti, alla loro natura “ecclesiastica” e all’importanza della dispensa concessa dal papa sotto forma di un vero e proprio atto di deroga di un canone imperativo contenuto nel Liber Extra. […] Tutto ciò si inserisce – inoltre – nel preciso contesto storico della Restaurazione sabauda, le cui vicende istituzionali, giuridiche e politiche costituiscono ormai da anni un terreno d’incontro di diverse prospettive storiografiche. A partire dall’impportante contributo di Enrico Genta, sull’eclettismo giuridico della Restaurazione, si sono potuti – infatti – cogliere alcuni caratteri delle istituzioni e della cultura giuridica del Regno di Sardegna, che erano rimasti sulla sfondo delle più tradizionali ricostruzioni”. (Dal testo)

DATI BIBLIOGRAFICI
Autore: Michele Rosboch
Editore: Ledizioni
Collana: Quaderni del Dipartimento di Giurisprudenza – Università di Torino
Pubblicato in: aprile 2017
Formato: brossura, 138 p. – PDF in Open Access
ISBN: 9788867056033
Prezzo: 18€

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