Due saggi sul capolavoro di Flaubert, il romanzo che più di ogni altro segna una svolta nella letteratura, non solo francese, dell’Ottocento. Il primo studia le motivazioni – testuali, non psicologiche – dell’azione, e più spesso dell’inazione, di Frédéric Moreau, cioè l’antropologia di un protagonista incoerente e neghittoso, che può essere considerato il capostipite di tutti gli inetti novecenteschi. Il secondo propone una lettura ravvicinata di alcune fra le pagine più belle del romanzo, prendendo come filo conduttore l’esame puntuale di una recente traduzione italiana. Entrambi partono dall’accertamento filologico e dal dettaglio stilistico per dare sostanza a un’interpretazione complessiva che rifiuta di ricondurre il romanzo a un facile esercizio di parodia nichilista, mostrandone invece la complessità e le irriducibili ambivalenze. Entrambi offrono numerosi spunti teorici: sul personaggio romanzesco e sulla traduzione; e sono sorretti da una tensione etica che prova a non perdere di vista il senso della critica letteraria: per la vita e per la politica culturale.
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DATI BIBLIOGRAFICI
Autore: Pierluigi Pellini
Editore: Ledizioni
Pubblicato in: febbraio 2026
Collana: Testi e testimonianze di critica letteraria
Formato: brossura, 132 p. – ePub – PDF in OA
ISBN cartaceo: 9791256006618
Prezzo cartaceo: € 18,00
ISBN ePub: 9791256006625
Prezzo ePub: € 8,99

