La poesia di Giovanni Giudici si propone fin dall’inizio come superamento di una tradizione poetica, quella dell’ermetismo e del neorealismo, e trova una prima affermazione con La vita in versi, nell’epoca del miracolo economico. Mentre si delinea il profilo di un io personaggio che assume i tratti dell’uomo comune, lo stile elabora una modalità di scrittura che tende alla comunicazione con il lettore, alla comprensione e alla narratività, negli stessi anni in cui la neoavanguardia ricerca una linea diversa, eversiva.
Ma attraversando i decenni del secondo Novecento, le raccolte successive aprono un nuovo campo di sperimentazione, oltrepassano i confini tra generi e stili, mantenendo comunque l’obiettivo di una poesia che costituisca essa stessa un’esperienza umana ed esistenziale. Da questo punto di vista, le carte edite e inedite conservate all’Archivio Apice si rivelano una ricchissima registrazione di un percorso poetico e intellettuale. I saggi qui raccolti ripercorrono questa traiettoria, mettendo a fuoco la variabilità e l’eterogeneità di una scrittura discontinua, a tratti intensa e continuativa, in altri momenti alternata e lacunosa, ma sempre in dialogo con il concetto di impegno, nei confronti di un linguaggio democratico e della realtà sociale.
DATI BIBLIOGRAFICI
A cura di: Giuseppe Carrara, Laura Neri
Editore: Ledizioni
Pubblicato in: febbraio 2026
Collana: Testi e testimonianze di critica letteraria
Formato: brossura, 202 p. – ePub – PDF in Open Access
ISBN cartaceo: 9791256006311
ISBN ePub: 9791256006328
Prezzo cartaceo: 28,00 €
Prezzo ePub: 12,99 €

