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Elia Carsen

IO, SPECCHIO DEI TUOI OCCHI MALATI

Dialoghi e cadenze con anime sperse

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ISBN: N/A, Anno di pubblicazione: 2021 Collana: Tag: , , ,

Descrizione

Il libro, come la metafora di uno specchio posto di fronte a sei donne intrappolate in mura soffocanti, riflette i loro occhi dai quali traspare un universo esistenziale tormentato dalla passione carnale e cerebrale, che le unisce idealmente e che va a infrangersi contro la loro serenità solo apparente giacché simulata.
Scrutando quegli occhi l’interlocutore mette a fuoco i nodi di personalità variamente sfaccettate, le quali non possono sfuggire al magnetismo di un uomo sorprendentemente capace di compenetrarle in ogni dove, fino a lambire i confini della più intima intimità femminile. L’inquietudine che fluisce dall’intensità di tale attrazione crea un’alchimia corporale e spirituale così travolgente da saziare l’impetuoso bisogno di piacere sensoriale ed estetico accomunante gli attori dell’indagine rivelatrice dell’Io non ostentato.

DATI BIBLIOGRAFICI
Autore: Elia Carsen
Editore: Ledizioni
Pubblicato nel: febbraio 2021
Collana: Poesia
Formato: brossura, 154 p. – ePub
ISBN cartaceo: 9788855264310
ISBN ePub: 9788855264327
Prezzo cartaceo: 14,90 €
Prezzo ePub: 5,99 €

Informazioni aggiuntive

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3 recensioni per IO, SPECCHIO DEI TUOI OCCHI MALATI

  1. Marina (proprietario verificato)

    Sei personaggi in cerca d’autore, sei proiezioni di donne messe a nudo dall’autore il cui balsamo ieratico, supportato dalla serrata diacronia dialogica, si mescola alle fenditure animiche che via via vengono impietosamente e abilmente intercettate dallo stesso.
    La ferrea struttura raziocinante che sta alla base del romanzo, sapientemente inframezzata da abbozzate personalità femminili, si fa più cupa e densa grazie al racconto delle due donne che fungono da cornice “incompiuta” del percorso visionario ed estetico dell’autore: Petra e Grace.
    Segnatamente, la scelta stilistica, volutamente aulica e contorta, rende giustizia ad una visione estetica dei personaggi, chiamati ad un’elevazione spirituale e estatica cui spesso disattendono per assumere molteplici maschere di pirandelliana memoria, cadendo preda di forti dicotomie e compromessi. Una fra tutte è sicuramente Petra, donna, potremmo dire, “scandagliata” in profondità dall’autore il quale cerca di smuoverne la coltre di insofferenza e l’insanabile iato esistente tra essere e non essere, in un moto perpetuo che oscilla tra voluttà e rassegnazione.
    Lo smunto teatrino della ricerca di sé, si impreziosisce grazie all’introduzione di un paradigma che vorrebbe trasfigurare i contorni di questa donna forse troppo “umana” per l’autore, ossia il concetto di Agàpe, di amore incondizionato che solo porterebbe all’estasi, al superamento delle consuete categorie etiche per sconfinare in una pura unione di bellezza metafisica ed erotica.
    L’incompiutezza del romanzo sta nell’incapacità degli attori di sposare appieno questo sentimento, portando sofferenza ed abbandoni coattivamente subiti.
    ll romanzo ci impone quindi una riflessione che ci aiuta a evitare e a disarcionare sbrigative sentenze sulla vita di queste donne: solo il darsi, l’accettazione e l’accoglienza delle ferite dell’altro possono sanare e trasformare l’anaffettività che serpeggia in tutti i racconti, riportandoli così nella giusta ottica, quella squisitamente evolutiva e immaginalista.

    Marina Maghetti.

  2. Federica (proprietario verificato)

    Parole, immagini, idee e intuizioni elegantemente e virtuosamente intrecciate in un libro che è una sorta di “diario”, nel quale si svela il cuore intimo dell’emotività femminile. Un libro molto originale, emotivamente intenso, che ha il pregio di illustrare i contorni e le sfumature dell’imperscrutabile mondo femminile. Per farlo, Elia Carsen incornicia le personalità di sei donne, osservate dall’occhio attento, distaccato e impassibile di un uomo che sa esplorarle con una puntualità e meticolosità disarmante. Così, nel gioco dello specchiarsi e del riflettersi l’una nell’altro, quest’uomo riesce a smascherare la loro vera essenza.
    Una personalità incompiuta, insicura, disordinata e, per questo, contraddittoria quella di Petra. Una donna complicata, dall’indole ribelle e anarchica, che nasconde la sua emotività ed esuberanza passionale, incontrollata e indomabile, sotto la maschera dell’ipocrisia e della mediocrità e si protegge dai giudizi e pregiudizi altrui sotto lo scudo del conformismo e dei falsi valori. L’abilità del suo interlocutore di interpretare la sua vera essenza la affascina ma, nello stesso tempo, la spaventa e la irrita. È disorientata dalla freddezza con cui lui riesce a mettere a nudo le sue fragilità e a scomporre la sua personalità. Per questo, lo odia, lo detesta, lo respinge ma, nel tentativo di allontanarsi, scopre che la sua vera anima lo ama, lo insegue e a lui egoisticamente si ancora per liberarsi dalla prigione delle menzogne rassicuranti, dietro cui, consciamente, nasconde la sua vera identità: un’identità da lei stessa ignorata, che la spaventa e nel contempo la incuriosisce. Ed è l’amore e l’abbandonarsi reciprocamente alla passione, la chiave per ribellarsi alle finzioni e sbarazzarsi della maschera che indossa.
    Una personalità, invece, tormentata quella di Franziska, donna geniale, misteriosa e dal temperamento impetuoso.
    Un’anima passionale quella di Federica, protagonista di un dialogo intriso di erotismo, passione e seduzione.
    Poi c’è Grace: carismatica, magnetica, donna folle, testarda, ironica e dalla doppia identità: ben consapevole di celare, per convenienza o per paura di scoprire se stessa, la sua vera identità perversa. Invano, tenta di nasconderla agli occhi gelidi e indagatori del suo Lui. È una donna frustrata Grace, a tratti aggressiva e isterica, che taccia il suo Lui di quell’egoismo e di quella insensibilità che in realtà colorano la sua autentica identità. E così, inconsapevolmente, si specchia in lui e disprezzando lui, di riflesso, disprezza se stessa e la sua vera identità che in lui si riflette. Vuole ferirlo, perché ferendo lui ferisce se stessa. Sono dialoghi travolgenti quelli con Grace, fatti di scontri e di silenzi eloquenti, che trascinano il lettore in un vortice di provocazioni, di passioni irrefrenabili, di attrazione e complicità mentale che unisce due anime meravigliosamente simili.
    Su quello specchio ideale si riflette l’immagine di Federica, di Luana, di Sophia…
    Immagini di donne intrappolate in personaggi da loro stesse plasmati, accomunate dall’amore e dall’ammirazione per un uomo dalla mente investigatrice, che ha saputo scrutare la loro personalità e che, smascherando loro, nel gioco dello specchio, rivela anche se stesso. Scrutatore, provocatore, impassibile, impenetrabile, a tratti cinico ed egoista, si rivela nella sua delicata ed esuberante passionalità e irrequietezza. Un uomo dal cuore di pietra che, ciononostante, si lascia disorientare dai sorrisi abbaglianti e ipnotizzare dagli sguardi magnetici delle sue interlocutrici. Si lascia trascinare dal bisogno di averle, di sentirle, di possederle; le adora, le detesta, le desidera e, ostinato, le insegue, per poi allontanarsi e riavvicinarsi, nel tentativo di tirarle fuori dalla corazza in cui si sono rinchiuse per proteggersi. Le osserva, le scruta perché scoprendo loro riscopre se stesso: è attraverso i loro occhi, teneri e ardenti, che riscopre le sue debolezze, la complessità della sua interiorità e le sue fragilità!
    Un libro avvincente quello di Elia Carsen che si fa leggere tutto d’un fiato, regalando al lettore, numerosi spunti di riflessione e svariate suggestioni.
    Si ha la sensazione che quell’uomo scrutatore abbia smascherato ogni donna, disvelandone tutte le sfaccettature caratteriali. Perché, in realtà, su quello specchio non si riflette solo la vera immagine di Petra, di Luana, di Grace, di Franziska, di Federica o di Sophia. Su quello specchio immaginario si riflette il mondo interiore di tutte le donne. Ogni donna si rivede nell’insicurezza di Petra, nella follia di Grace; ogni donna sogna quel primo appuntamento di Sophia.
    In tutte le donne convivono due anime: quella che celano, la più vera, e quella che invece ostentano, “la quale come uno scudo le pone al riparo dall’angoscia di svelare l’altra”; un’anima plasmata ad arte per dissimulare quella vera, che si rivela non a chi vorrà spogliarle ma a chi saprà sfogliarle.

    Federica Migliorelli

  3. Nicoletta Fois (proprietario verificato)

    Il romanzo mira a delineare la psiche e la personalità di sei donne, diverse ed uguali allo stesso tempo.
    L’ Autore conduce un viaggio nell’introspezione femminile e nella ricerca di sé, in un moto perpetuo che alterna intelletto e pathos, logica e istinto.
    Il raziocinio lucido ed analitico informa di sé l’intera lettura, permeata da una venatura spiccatamente erotica, tanto impetuosa quanto raffinata.
    L’ incedere dei dialoghi consente a ogni donna, in un’ottica pirandelliana, di riconoscersi in una, in tutte o forse in nessuna delle sei interlocutrici, ma sicuramente di confrontarsi con sé stessa, con il proprio equilibrio interiore, con la gestione della propria sfera emozionale nelle sue molteplici sfumature, talvolta mutevoli e sfuggenti.
    Il “fil rouge” del romanzo induce un osservatore attento ad intravedere un intimismo svelato solo in parte, un messaggio inespresso e nascosto, che a primo impatto non trapela dai sei dialoghi, ma li attraversa trasversalmente.
    Forse un settimo dialogo mai decodificato, meno dirompente ma più sottile e velato.
    Una settima interlocutrice con cui l’Autore si misura dall’inizio alla fine del romanzo e che, a sua volta, nel gioco degli specchi, si rivede in esso.

    Nicoletta Fois

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